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Giovane, volitivo e con le idee chiare: è Carmelo Tripoli. Conosciamolo meglio.-
07-07-2010 - Interviste
Intervista all´allenatore dell´A.S.D. Mareluna Village (ex Città di Bagheria)
1. E allora Carmelo, stante che sei uno dei tecnici più giovani del nostro ambiente, fatti conoscere un po´, raccontandoti brevemente ma puntualmente, prima come calciatore e poi come allenatore.
RISPOSTA : Ciao Piero, innanzitutto grazie per avermi concesso questa intervista! In effetti credo proprio di essere tra i tecnici più giovani dell´ambiente (ho 25 anni); ho giocato a calcio a 5 per quattro anni sempre a Bagheria, dai 16 ai 20 anni, finchè la rottura del legamento crociato, inizialmente mal diagnosticata, mi ha fatto sedere quasi per scherzo su una panchina..e ho scoperto di amare questo ruolo più di quanto amassi giocare! E così sono quattro anni che alleno: un anno a Porticello, due ad Aspra e l´ultimo a Bagheria.
2. Quali differenze e difficoltà sostanziali hai incontrato nel suddetto passaggio di ruoli?
RISPOSTA : Le differenze sono enormi e per me è stata veramente dura. Ero giovane, forse troppo, e avere credibilità agli occhi di chi è più grande di te anche di dieci anni, non è stato affatto semplice! La differenza principale è che ti accorgi di avere tante responsabilità, devi gestire gli umori della squadra, devi cercare di creare un gruppo forte e soprattutto devi essere in grado di dare stimoli ai ragazzi. Mentre quando sei "semplice" giocatore hai certamente meno responsabilità, non devi organizzare il lavoro ma applicarlo. Insomma, la differenza è davvero tanta! Io ho avuto la fortuna di allenare le mie squadre in un campo (il Principi di Rammacca) in cui ho avuto come "vicini di casa" il Real Bagheria di Pippo Cottone, il Sant´Isidoro di Nicola Gritto prima e di Marco Mineo poi ed è a loro che ho cercato di "rubare" qualcosa avendo spesso confronti che mi sono stati certamente utili per arricchire le mie conoscenze riguardanti il calcio a 5.
3. Ai nostri livelli, attribuisci più importanza all´aspetto tecnico - tattico, a quello atletico, a quello caratteriale e, per così dire, "psicologico" dell´allenatore?
RISPOSTA : Allora, io credo che se si vuole essere ambiziosi bisogna dare giusta importanza a tutti questi aspetti. Nel senso che più riesci ad avanzare di categoria e più ti rendi conto di quanto sia importante un lavoro atletico ben fatto, o avere una molteplicità di soluzioni tattiche; ad esempio fino ad oggi nella nostra squadra non c´è stato un preparatore atletico, ma dall´anno prossimo vi sarà anche questa importante figura, Francesco Storniolo, che collaborerà con il sottoscritto. Detto questo per me la componente caratteriale- psicologica è fondamentale, se hai un gruppo unito che lotta per un obiettivo comune e mette tutta la passione e la voglia possibile, per me ho già raggiunto il mio scopo per un buon 50%. A queste qualità bisogna però sempre aggiungere la preparazione tecnico-tattica, senza però cercare di strafare, poiché ai nostri livelli credo sia importante saper fare anche poche cose ma devi saperle fare bene; ecco perchè io punto molto sull´organizzazione difensiva che credo sia la base per riuscire ad ottenere buoni risultati.
4. Quante volte vi allenate settimanalmente, Carmelo? Preferisci lavorare più con esercitazioni, ovvero, "in situazione" o con giochi a tema?
RISPOSTA : Durante il campionato svolgiamo due allenamenti settimanali, il martedì ed il giovedì. Io preferisco innanzitutto lavorare sul campo, per intenderci non sono un allenatore da lavagnetta ma spiego sempre i movimenti o certe nozioni dentro il rettangolo da gioco, proponendo situazioni da gioco o partitelle a tema; mi sembrano situazioni reali grazie alle quali i giocatori apprendono più velocemente cosa tu pretendi da loro. Poi non amo far svolgere un lavoro "a secco" ma cerco sempre, dal riscaldamento alle esercitazioni di velocità o di rapidità, di far lavorare, nei limiti del possibile, i ragazzi con la palla.
5. Come ami schierare tatticamente la tua squadra, tanto in fase difensiva quanto in fase offensiva?
RISPOSTA : Sono un amante della difesa a zona in quanto anche se mi dà un po´ meno di aggressività mi garantisce una maggiore copertura degli spazi; so però che è un´arma a doppio taglio perché ci vuole tanta applicazione oltre che grande affiatamento (sono comunque ormai tre anni che imposto la mia squadra con detta difesa, adattando di volta in volta il modulo all´avversario). Quanto alla fase offensiva, amo invece dare pochi punti di riferimento all´avversario ed è proprio per questo che prediligo un pivot brevilineo che giochi sempre alle spalle dell´ultimo difensore avversario; riguardo al modulo in fase di possesso, proprio perché credo che bisogna saper variare il più possibile alterno sia il 3-1 che il 2-2. Ma ciò che maggiormente mi interessa è che la palla corra più velocemente di noi per poi applicare i nostri schemi offensivi al momento opportuno, cioè quando si "apre" la difesa avversaria.
6. Tornando indietro di qualche mese, vediamo che il girone B, ossia quello di cui facevate parte, era assai eterogeneo quanto alle diverse province che "abbracciava": ti è piaciuto riguardo ai contenuti tecnici ed anche comportamentali?
RISPOSTA : Il nostro girone ha abbracciato ben cinque province; tutto questo è certamente gravoso dal punto di vista economico perché comporta dei costi da massima categoria regionale, però devo dire che a me è piaciuto perché ci siamo confrontati con tante realtà che fino all´anno passato erano per me sconosciute; inoltre abbiamo avuto la fortuna di affrontare società storiche come Rahl Butahi, Leonforte o Nissa, oltre che a renderci conto di quanti modi diversi ci siano di intendere il calcio a 5 sia da un punto organizzativo che tecnico. E proprio questo aspetto, per me che provenivo dalla serie D, il campionato scorso mi ha sicuramente arricchito. Da un punto di vista comportamentale noi non ci possiamo certamente lamentare, ma poi credo che questa sia un´opinione molto soggettiva perché ogni società ha il suo stile e il suo modo di fare e penso che ognuno di noi raccolga ciò che semina.
7. Quali società e atleti si sono maggiormente distinti, a tuo avviso?
RISPOSTA : Su tutte sicuramente l´Olimpia Casteldaccia che ha vinto il campionato con nove punti di vantaggio, era la squadra più forte e ha vinto meritatamente; un campionato straordinario lo ha fatto altresì la Virtus Termini, che da matricola è arrivata seconda. Ma mi permetto di fare un cenno anche al Leonforte ed al Canicattì che avevano le più belle tifoserie, avendo il "lusso" di giocare le partite casalinghe davanti a circa 200 spettatori (cosa, per la nostra realtà, veramente difficile da realizzare). Riguardo agli atleti ti faccio 7 nomi : Allegra del Campofelice, Bagnasco e Sciacchitano dell´Olimpia, Balistreri del Trabia, Insinga e Oanni del Rahl Butahi e Costa del Leonforte.
8. Se tra qualche settimana dovessi trovarti in Federazione a consigliare il prof. Bevilacqua e Paolo Mendola, relativamente alla complessa composizione dei 4 gironi di C2 (e di quello B in particolare), suggeriresti delle modifiche o lasceresti immutate le cose?
RISPOSTA : Questa non è una risposta semplice in quanto prima di studiare la composizione dei gironi si dovrebbero conoscere le squadre che si iscriveranno; credo comunque che nell´ultimo anno si siano fatti passi avanti andando incontro alle esigenze delle varie squadre che non volevano affrontare trasferte troppo lontane come è stato con le messinesi che sono state inserite nel girone C con le catanesi. Il girone più duro, da un punto di vista logistico, è stato il nostro, il girone B; ecco, nel nostro girone non inserirei certamente nessuna squadra catanese come è stato fatto quest´anno con l´Universal Misterbianco, e comunque credo sia l´unico migliorabile da un punto di vista strutturale; la composizione degli altri gironi, invece, credo sia abbastanza buona.
9. E della classe arbitrale, sei rimasto quest´anno soddisfatto? Che voto dai alla stessa?
RISPOSTA : Salendo dalla serie D alla serie C-2 pensavo ci fosse un netto miglioramento della classe arbitrale ed invece sono rimasto un po´ deluso. Ma devo dire che mentre negli arbitri palermitani si vede una differenza in base alla categoria, nelle altre province ho visto veramente tanti arbitri con lacune tecniche e interpretazioni del regolamento davvero strane; mi rendo comunque conto che fare l´arbitro non è semplice in quanto nel nostro paese c´è la cultura di addossare sull´arbitro le colpe di una sconfitta, dovremmo essere noi addetti ai lavori per primi a mostrare loro un clima di maggiore collaborazione. Alla classe arbitrale do comunque la sufficienza.
10. Entrando sul vostro sito, ieri, ho letto di importanti novità societarie in seno alla vostra compagine (che cambierà, addirittura, proprietà e denominazione). Me ne parli un po´?
RISPOSTA : Ci sono stati dei cambiamenti molto importanti. Fino all´anno scorso cercavamo sempre l´appoggio di una società di calcio a 11 per diminuire i costi di gestione, quest´anno si è invece aperta questa importante e stimolante prospettiva. Grazie al figlio, Tommaso Lo Medico, che gioca nella nostra squadra, due importanti imprenditori bagheresi, i fratelli Lo Medico, hanno deciso di entrare nel mondo del calcio a 5 puntando sul nostro gruppo; per tutti noi, a partire da me, è un importante passaggio che prima o poi speravo avvenisse perché si sa bene che senza disponibilità economica è difficile programmare con l´ambizione di migliorarsi. Ci siamo così scissi dal Città di Bagheria e creato questa nuova società che mantiene esclusivamente il titolo del calcio a 5 : l´A.S.D Mareluna Village; questo è proprio il nome del villaggio di proprietà dei fratelli Lo Medico che è sito a Campofelice di Roccella, e comprende anche un centro sportivo in cui noi disputeremo le partite interne di campionato.
11. Anche in ordine all´organico tecnico, ho letto i nomi di calciatori assai validi, prossimi a vestire la vostra maglia: Sorci, Aiello, D´Antoni, Tripoli, Frusteri (un ritorno, il suo). Dì la verità: volete vincere il campionato?
RISPOSTA : Stiamo cercando di programmare tutto per bene senza lasciare nulla al caso, cercando di mettere i tasselli giusti al posto giusto. Tutti i giocatori arrivati li ho voluti fortemente perché mi era stato chiesto di innalzare il livello di esperienza e qualitativo della squadra, ed io ho puntato su tutta gente che già conosco e di cui ho stima prima come uomini e poi come atleti. Ma la tua domanda è abbastanza chiara ed io ti rispondo che per vincere un campionato di serie C-2 ci vogliono tante componenti, e per noi vincerlo sarebbe semplicemente un sogno; certamente vogliamo essere protagonisti e lottare per un posto nei play-off.
12. Per concludere, Carmelo, ci sono delle regole che modificheresti o aggiungeresti, per rendere più gradevole e spettacolare la nostra disciplina?
RISPOSTA : Io l´unica cosa che vorrei è avere uniformità e quindi oggettività di giudizio sulle regole e non avere sempre interpretazioni diverse, ad esempio della scivolata; e se poi potessi veramente cambiare qualcosa metterei il tempo effettivo anche nelle nostre categorie che penso migliori la qualità di una partita ed evita le inutili perdite di tempo che spezzano il ritmo di una partita. Credo anche che vista la velocità delle azioni del calcio a 5 sia fondamentale avere la presenza del doppio arbitro non a partire dalla serie C-1 ma anche nelle altre categorie inferiori.
Perfetto! Io ti ringrazio di cuore per il tempo che hai voluto dedicarmi e con l´augurio di una serena e rilassante estate, idealmente ti abbraccio. Ciao Carmelo!
Ciao Piero e grazie a te! Un abbraccio anche da parte mia.