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Grinta, dedizione e cura "maniacale" dei dettagli: Tony Puccio, insomma!
19-07-2010 - Interviste
Intervista col tecnico dello ZT 84 Capaci, militante in C2.-
1. E allora Tony, data la tua ormai decennale carriera di tecnico di calcio a 5, sottolinea i progressi che, a tuo avviso, la nostra disciplina ha fatto registrare in questi 10 anni. RISP.: In questi ultimi anni la crescita mostrata dal calcio a 5, sia dal punto di vista tecnico che promozionale, è andata oltre le più rosee aspettative, coronando lo sforzo di chi si è sempre impegnato per la definitiva affermazione in campo nazionale e internazionale.
2. Come organizzi settimanalmente il lavoro della tua squadra e come preferisci schierarla tatticamente, tanto in fase difensiva quanto in fase offensiva? RISP.: Dopo un periodo di "preparazione"precampionato che dura circa un mese, con allenamenti giornalieri escluso il sabato e la domenica, faccio svolgere due sedute settimanali di quattro ore, tra il martedì e il giovedì. Premesso che il mio motto è: "per vincere una partita bisogna non perderla", presto più attenzione alla fase difensiva. La mia squadra difende a zona, mentre invece attacca indifferentemente, secondo l´avversario che si affronta, in 2-2 o in 1-2-1.
3. Tornando indietro di qualche mese, indicami le società e gli atleti che si sono maggiormente distinti ai tuoi occhi nel vostro girone di C2? RISP.: Sicuramente Juventus Scirea e Trinakria, compagini, rispettivamente, col miglior gioco ed esperienza, nonché con atleti di spessore.
4. E fra i tuoi giocatori, chi maggiormente ti ha soddisfatto e chi invece ti ha deluso un po´? RISP.: Premesso che sono contento di tutto quello che hanno fatto i miei ragazzi, non posso non sottolineare 4 nomi: il portierone Giambanco, il capocannoniere Amato S., il capitano Siino e il jolly Amato M.
5. Della classe arbitrale, invece, cosa mi dici? (in passato avete avuto rapporti un po´ conflittuali, proprio come ZT 84, a onor del vero! Ma oggi le cose vanno meglio, fortunatamente). E che voto le dai? RISP.: I rapporti conflittuali cui tu fai riferimento, sono una logica conseguenza di alcuni arbitraggi davvero scandalosi (malafede o incompetenza? Forse entrambe) ed è per me impossibile dare un voto, anche se è chiaro che non si possa fare di tutta l´erba un fascio! Premesso che oggi non ci sono più arbitri del calibro dei sigg. Pulvirenti, Lombardo e Ferdico, va detto che ci sono arbitri giovanissimi bravi e di polso (Crivello e Alfano, ad es.) ed altri meno preparati. In ogni caso si è più propensi ad accettare errori da arbitri onesti e, per quanto possibile, non condizionati, piuttosto che errori di arbitri presuntuosi, senza carattere e prevenuti!
6. Per restare in tema (o quasi) Tony, vi sono delle regole che modificheresti o aggiungeresti, per rendere più gradevole e spettacolare la nostra disciplina? RISP.: Ridurrei senz´altro i casi di libera interpretazione arbitrale, stabilendo norme chiare e definitive (vedi takle); altresì, eliminerei sicuramente la regola del tiro libero da concedere raggiunto il 5°. A quel punto, infatti, cambia tutto, e la partita finisce per risultare assolutamente modificata negli atteggiamenti in campo, tanto dei calciatori quanto degli arbitri, che modificano decisamente il proprio metro di valutazione.
7. Mi racconti un paio di episodi (uno favorevole ed uno negativo) che hai vissuto nel corso della tua esperienza di allenatore e che sono rimasti impressi nella tua memoria? RISP.: Mi ricordo un episodio buffo che ci consenti di pareggiare una gara praticamente persa, a tempo scaduto: un mio calciatore non facente parte del quintetto che in quel momento stava giocando, batté un fallo laterale che si concretizzò poi in goal. Ne l´arbitro ne gli avversari si accorsero di nulla. Faccio volentieri a meno di raccontare episodi negativi, che per altro in una disciplina salutare e divertente come la nostra non dovrebbero affatto esistere!
8. Passando al futuro, stai già provando nuovi ragazzi? Ne hai individuato qualcuno che possa rafforzare il vostro organico? RISP.: Come ogni anno c´è sempre qualche novità, ma ancora è tutto in via di definizione.
9. In tal senso preferisci "attingere" ai tesserati del calcio a 5, del calcio a 11, ovvero a semplici amatori? RISP.: E´ storia, è nel Dna della ZT ´84 non ricercare "grandi campioni" ma semplici ragazzi, che con spirito di abnegazione e volontà mi seguono e alla fine di ogni stagione sono contenti degli obiettivi raggiunti.
10. Quali sono, insomma, le aspettative per il prossimo campionato: mantenere la categoria con relativa e sufficiente tranquillità (come accaduto quest´anno, per intenderci!), ovvero puntare decisamente ad un piazzamento nelle parti alte della classifica se non addirittura al raggiungimento dei play off promozione? RISP.: La risposta a questa domanda è naturale conseguenza della precedente. Iniziando ogni anno con giocatori nuovi ed inesperti e non potendo quasi mai contare sull´intero organico della stagione precedente, sia per impegni lavorativi che per altro, ho inevitabilmente dei problemi di formazione. La squadra non può che mirare, dunque, ad evitare i posti che portano alla categoria inferiore. E allorquando ci riusciamo, abbiam fatto davvero un "capolavoro"!
11. Dimmi un´ultima cosa, Tony: se tra qualche settimana dovessi trovarti in Federazione a consigliare il prof. Bevilacqua e Paolo Mendola, relativamente alla complessa composizione dei 4 gironi di C2, suggeriresti delle modifiche o lasceresti immutate le cose? RISP.: Premesso che sono convinto della complessità del lavoro che le succitate persone svolgono, cercando di fare sempre del loro meglio, credo che limitare le trasferte lunghe sia già un grande risultato. Consiglierei poi di escludere dai gironi le sociètà con campi di gioco aventi dimensioni davvero improponibili.
Molto bene, mio caro. Ti ringrazio tanto della gentile disponibilità e ti auguro una serena estate.
- Ricambio gli auguri di una serena estate e spero di rincontrarti al più presto in una categoria superiore, anche perché allenatori competenti come te fanno bene allo sport.
Credo abbia proprio esagerato e ti sia meritato minimo minimo un caffè, Tony! Un abbraccio.