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Il "Time Out" arma preziosa (tratto da "Il Calcio Illustrato").-

27-12-2011 15:01 - Interviste
Sfogliando l´ultimo numero del mensile "Il Calcio Illustrato", ho notato l´articolo di Riccardo Manno afferente al time out; nel ritenerlo particolarmente interessante, anche ben oltre l´apparente semplicità dell´argomento "time out" appunto (tutti crediamo di conoscerne perfettamente scopi e modalità di utilizzazione, ma in realtà vi sono sfumature importanti e che invece andrebbero attenzionate), mi son permesso di riportarlo per esteso, come in appresso:-



Come nella pallacanestro, anche nel Calcio a Cinque il tecnico può beneficiare della sospensione del tempo di gioco per parlare con i giocatori e modificare tattiche e assetti, influendo direttamente sull´esito di un incontro.
La possibilità di chiamare la sospensione del tempo all´occorrenza in qualunque fase della partita consente all´allenatore di richiamare l´attenzione dei giocatori Osservare il comportamento in campo dei i giocatori è il compito principale di un allenatore durante la partita. Tale osservazione garantisce un´analisi corretta sull´andamento della gara e gli offre la possibilità di intervenire sensatamente. Organizzando e standardizzando preventivamente le analisi da effettuare potrà avvalersi dello scout della partita, su carta o in digitale, ed è importante che questo compito non venga svolto dal mister, ma dal suo staff tecnico. Una delle armi a disposizione dell´allenatore in partita è sicuramente il time-out. questo elemento, presente in tutti gli sport indoor, permette al coach di intervenire fattivamente, cercando di far volgere gli eventi a proprio favore.
Questo momento della gara prevede la capacità di effettuare una valutazione che si attua nel presente, quindi "real-time", e che permette di agire/reagire nel tempo reale. Sarà fondamentale per un tecnico di Futsal d´alto livello capire come dare delle indicazioni determinanti ad i propri giocatori nei modi e nei tempi adeguati. Da questo ne potrà ad esempio derivare la decisione di poter inserire nella situazione più consona il portiere di movimento, oppure indicare l´opportunità di essere giunti in un momento di gara dove si può spendere un fallo.
"Segnali gara" come l´espulsione di un giocatore o il raggiungimento del 5° fallo cumulativo a favore/sfavore dovranno essere "allenati" durante la settimana, con tutti i condizionamenti che ne derivano. La capacità di valutazione dello staff tecnico andrà dalla normale valutazione di scouting alla più complessa analisi correlata che indica un grado di consapevolezza di giudizio elevata (Es. La velocità delle azioni di transizione diminuiscono, ne consegue che i contropiedi saranno meno efficaci; Es. I secondi di possesso palla dell´avversario aumentano, ne deriva che la nostra pressione sul portatore di palla non è corretta: tutto ciò va sottolineato appunto nel time-out o nella pausa tra le due frazioni di gioco).
In molte occasioni, si osservano comportamenti inadeguati del ´mister´ durante la gara, che mettono in luce la mancanza di preparazione nella gestione efficiente del "minuto di sospensione". E´ invece adeguato che tutti gli allenatori conoscano le positività che possono scaturire da una organizzazione ottimale della "gestione tecnica della partita" ai fini di un positivo andamento dell´evento ed evolvano tutte le necessarie competenze per rendere sempre più efficace il loro compito che, non deve essere mai dimenticato, è quello di "aiutare" ciascun futsalista a esprimere al meglio le sue abilità.

Tutto in 60"
La domanda che sempre ci poniamo è sicuramente la seguente: "è possibile, in un solo minuto, influire sulla prestazione dei giocatori e della squadra in maniera positiva?" Si, è possibile. Il presupposto determinante è che il coach sia disponibile al cambiamento e assuma un atteggiamento e un comportamento di "aiuto-apertura" verso ogni giocatore in modo che ciascuno possa dare il meglio delle proprie capacità-abilità durante la gara.
E´ quindi necessario che il tecnico sia sempre più competente e aumenti il suo bagaglio di conoscenze tecniche e culturali, perchè molto spesso ciò che osserviamo sui parquet è espressione di non conoscenza della tecnica, della tattica individuale , degli sviluppi del gioco e soprattutto incompetenza nella gestione del gruppo e nell´espressione delle tecniche comunicative. Tutto ciò si può notare in molti allenatori che gestiscono questa fase della partita nel modo in cui l´hanno vissuta durante la loro carriera da giocatori, senza un´opportuna analisi critica. Invece anche la gestione della "sospensione" del gioco prevede conoscenze specifiche e soprattutto l´acquisizione di competenze da parte dell´allenatore che avvengono attraverso la conoscenza e l´esperienza.
Allo scopo di migliorare la gestione di questo momento della gara diamo alcune indicazioni e consigli pratici che servono a rendere sempre più efficace il ruolo del mister verso i giocatori e la squadra.
Solitamente non ci sono regole che stabiliscono quando chiamare un Time-out, ogni allenatore ha la sua strategia e sa cosa deve dire ai propri atleti, ma quello che diciamo è realmente efficace? L´abbiamo chiamato nel momento giusto, oppure dovevamo chiamarlo prima? Qualche regola base potrà aiutarci.
- Norme generali:
Non utilizzare in ogni caso il minuto a disposizione. Ricordiamoci che per far riposare i giocatori dobbiamo organizzarci sempre sulle rotazioni e lasciare il time-out nel qual caso la "chimica" della gara non volga a nostro favore. ("La gestione del time-out" (T. Marini,2008)
- Organizzazione della sospensione
Pretendere un veloce raggruppamento da parte dei giocatori. L´allenatore dovrà cercare di trovarsi subito vicino alla zona in cui si raggrupperà la squadra dopo la richiesta del "time-out". Parlare soltanto se ci sono tutti i giocatori e se tutti sono all´ascolto.
- Linguaggio
Gran parte dei giocatori si aspetta un linguaggio calmo, ma che incoraggia e stimola. Ascoltare gli atleti: molti pensano che il time-out sia solo parlare velocemente, ma se gli allenatori prima di tutto ascoltassero sarebbero in grado di individuare prima il problema per risolvere la situazione.
- Allenamento alla sospensione
La sospensione deve essere già preparata, sviluppata e allenata durante gli allenamenti.

Le dinamiche del "time out" - Scheda
Quando chiamare il time out
Se uno o più giocatori stanno compiendo continui errori
Se la squadra è nervosa o un giocatore è "fuori partita"
Per cambiare strategia di gioco (Es. Decisione di inserire portiere di movimento a pochi minuti dalla fine)
Se i nostri "abituali" punti di forza non sono strutturati e si è troppo colpiti nei punti deboli
Per incoraggiare la squadra o un esordiente
Contenuto: quantità e tipo di informazioni
Non affidarsi ad affermazioni vaghe, perchè non indicano una meta ben precisa al giocatore e alla squadra
Discorso non troppo lungo; le informazioni devono essere date in modo breve e preciso .
Non ammettere discussioni.
Mai demotivare maggiormente la squadra
Evitare di non sapere cosa dire
Non perdere tempo in parole inutili, ogni parola e frase deve essere calibrata alla situazione.
Affermazioni vecchie e banali non comportano più l´attenzione dovuta
Assegnazione di una strategia orientata nell´obiettivo e nei compiti
Quantità e forma delle informazioni sono da adeguare all´attuale situazione (capacità di recepire e capire)
Analisi degli errori
Discutere degli errori reali dovuti all´attuale situazione;
è più efficace indirizzare un componente della squadra su importanti punti tecnici e tattici, invece di biasimare errori di un giocatore davanti agli altri.
Indicazioni utili ed efficienti
Dare indicazioni tattiche sui punti deboli (esempio dove effettuare una determinata giocata nello sviluppo del gioco, il tipo di difesa avversaria), perchè gli atleti mentre giocano se non sono esperti o particolarmente svegli difficilmente troveranno queste soluzioni da soli
Togliere il nervosismo in campo
Utilizzare un rinforzo generale per il gruppo.


(di Riccardo Manno, tratto da Il Calcio Illustrato, sito web ilcalcioillustrato.it).-




Piero Badame

Fonte: misterb

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