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Pro Gela, fucina di giovani: conosciamo meglio questa realtà.
05-05-2010 - Interviste
Intervista a Nino Caglià, presidente del Pro Gela.
1. Ciao Nino, innanzitutto complimenti per il brillante campionato condotto dalla tua giovane compagine: nonostante foste una matricola (anche se con tantissimi anni di esperienza nel calcio a 5 in generale e in quello di C1, in particolare), avete raggiunto i Play Off. Ti aspettavi un simile risultato? - RISPOSTA: Effettivamente, in estate, quando la squadra è stata impostata ringiovanendola ancor di più, rispetto a quella che aveva conquistato la promozione in C1 (che già di suo era con un´età media molto bassa), pensavamo ad una salvezza tranquilla. Nel corso del campionato però ci siamo accorti che non avevamo nulla da invidiare alle squadre più titolate e favorite dai pronostici. A poco a poco, con l´arrivo dei risultati, abbiamo cominciato a crederci. Pensiamo di aver dimostrato di meritare la classifica finale raggiunta. Considerato che la squadra, ad oggi, ha un´età media di circa 22 anni, credo che il risultato raggiunto, in questo campionato, rappresenti un punto di partenza e non di arrivo di questo gruppo.
2. Quali son state le compagini e gli atleti che più ti hanno impressionato? - RISPOSTA: Per quanto riguarda le squadre la Peloro era indubbiamente la più forte con le individualità migliori (Ferreira, Salerno e Battiato sono di un´altra categoria); per quanto riguarda i singoli invece da segnalare, in blocco, i giovani dell´Ennese, del Melilli e della Pro Gela che hanno tutti fatto benissimo e rappresentano il futuro del calcio a 5 siciliano.Quello che invece mi è sembrato preoccupante è l´andamento delle palermitane che, agli sgoccioli il parco atleti che ha fatto la storia del calcio a 5 negli ultimi anni, pare abbiamo difficoltà a rinnovarsi e, salvo rare eccezioni, non hanno presentato giovani di prospettiva.
3. E fra i tuoi ragazzi chi si è maggiormente distinto (sempre che tu voglia fare dei distinguo, sia chiaro!)? - RISPOSTA: Non è giusto fare graduatorie. Siamo in presenza di un gruppo di giovani e giovanissimi che sono cresciuti insieme, che stanno bene insieme in campo e fuori campo. I nuovi arrivati Invincibile e Melfi (ex Pro Vittoria) si sono integrati a meraviglia. Un gruppo giovane che ha grandi potenzialità di crescita sotto la guida di un allenatore, Enzo Fecondo (anch´esso giovane) che ha dimostrato in questi due anni (un campionato vinto ed il raggiungimento dei play off) di aver lavorato bene a plasmare un gruppo di giovani e di avere saldamente in mano lo "spogliatoio".
4. Il rapporto col pubblico gelese com´è stato in questi innumerevoli anni di attività? Vi è interesse per la vs realtà in particolare e per il calcio a 5 più in generale? - RISPOSTA: E´ sorprendente che in una città come Gela, divenuta capitale siciliana dello sport, dove convivono tante discipline sportive tutte ad alto ed altissimo livello, il calcio a 5 sia riuscito a conquistarsi uno spazio importante, con pubblico, sempre più numeroso, giovane ed entusiasta. La nostra angusta palestra fa ormai fatica a contenere gli spettatori e, negli incontri di cartello, molti sono rimasti fuori dall´impianto. Da sottolineare che il pubblico vicino al calcio a 5 è giovane e giovanissimo, con molte presenze femminili, e che tale situazione non si verifica solo nelle nostre partite ma anche, numeroso, nelle gare disputate dallo Sporting Gela in serie C2.
5. E con l´Amministrazione comunale che rapporti avete? Vi accompagna nella vs importante attività? (che soprattutto in provincia finisce sempre per avere un valore prevalentemente sociale, rammentiamolo!) - RISPOSTA: Fino ad un paio di anni fa il Comune ha fatto contratti di sponsorizzazioni a tutte le squadre gelesi, di qualsiasi sport compreso il calcio a 5, partecipanti a campionati di prima fascia. Inoltre Comune e Provincia mettono a disposizione, gratuitamente, le strutture sportive esistenti. Da due anni questi contratti di sponsorizzazione (escluso il calcio ad 11 lega PRO) non esistono più ma è rimasto, per ora, l´utilizzo gratuito delle strutture. Il futuro non mi pare che riservi nulla di buono.
6. E a proposito di provincia, nella vostra qual´è la situazione attuale del pentacalcio, quanto ad organizzazione societaria e tecnico - tattica? Vi sono realtà che stanno venendo fuori, a parte quelle già ben note come voi, il S. Cataldo, la Nissa 5? - RISPOSTA: La situazione del calcio a 5, in Provincia di Caltanissetta, è in netto miglioramento sopratutto a livello di vertice mentre stenta a livello di base e di settore giovanile. Fino a qualche anno fa esistevamo solo noi e la Nissa 5, poi da qualche anno si è affermata la polisportiva San Cataldo e l´anno scorso è approdata in C2 lo Sporting Gela. Il prossimo anno in Provincia dovrebbero esserci 2 squadre di C1 e 3 di C2 con la promozione dell´Atletico Gela in tale categoria.
7. Da sempre la tua società è fucina di giovani e ad essi si rivolge con grande cura e attenzione. Come siete organizzati in tal senso? Avete una Scuola Calcio, collaborate con altre società locali, magari operanti esclusivamente, o quasi, nel calcio giovanile? - RISPOSTA: Se siamo una delle più longeve società di calcio a 5 siciliano e non abbiamo mai avuto problemi finanziari è perché, almeno da quando ci sono io, abbiamo sempre puntato decisamente sul vivaio su cui, ogni anno,investiamo circa il 50% del nostro budget. Ora raccogliamo i frutti di tale politica. Fino a qualche anno fà, quando lo storico campo di via Madonna del Rosario era agibile avevamo anche un frequentatissima scuola calcio; non avendo più la disponibilità di quello struttura siamo stati costretti ad abbandonare tale attività. Probabilmente però ricominceremo con la scuola calcio appena il campo di via Madonna del Rosario sarà ristrutturato e nella nostra disponibilità.
8. Nino, tu fai parte della Commissione di Studio per le problematiche del calcio a 5 reg.le, che ho l´onore e l´onere di coordinare. Essendone imminente una convocazione, mi anticipi per sommi capi i temi e le proposte che suggerirai di affrontare in quella sede? - RISPOSTA: La Commissione di studio si è rilevata uno strumento utilissimo per la crescita del calcio a 5 ed ha apportato importanti novità (vedi ad esempio i play off in C2 nella nuova versione). Ritengo vi sia ancora molto da fare e da suggerire sopratutto in ambito di collaborazione con il mondo arbitrale, nello sviluppo dei settori giovanili e sull´impiantistica che non è adeguata più alle esigenze di uno sport in forte crescita.
9. Qual è il tuo giudizio sulla classe arbitrale e sul rapporto della stessa con le società? RISPOSTA: Alla crescita tecnico/tattica delle squadre di calcio a 5 non è corrisposta, purtroppo, una crescita altrettanto rapida del mondo arbitrale. L´AIA non ha ancora capito che il calcio a 5 è UN´ALTRO SPORT , non minore, a cui vanno riservate risorse dedicate e non gli scarti del calcio ad 11.Comunque il problema verrà evidenziato meglio in sede di riunione della Commissione di studio.
10. Ci sono delle regole tecniche che andresti a rivedere per migliorare la spettacolarità del nostro sport? - RISPOSTA: Almeno per la serie C1 ormai credo che siano maturi i tempi che tutte le gare si svolgano al coperto; forse sarebbe anche il caso di ipotizzare il tempo effettivo e trovare un modo come rendere EFFETTIVO e non soltanto ornamentale, in panchina, l´utilizzo degli under.
Benissimo, caro Nino, nell´augurarti ancora le migliori fortune per la tua società, ti ringrazio per il tempo dedicatomi e affettuosamente ti saluto. Alla prossima...