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Saltando "di palo in frasca", mi son fatto una chiacchierata con Giuseppe Labita...
24-11-2011 09:35 - Interviste
Spaziando fra vari argomenti, intervisto questa settimana Giuseppe Labita, tecnico di calcio a 5, per verificare insieme lo "stato di salute" del calcio a 5 palermitano e isolano:
1. Caro Giuseppe, come stai, innanzitutto? Novità? Hai avuto contatti con qualche società per averne affidata la guida tecnica? Ti rivedremo in "pista" a breve?
- Ciao Piero, io sto bene grazie; sono sempre contento di poter rispondere alla tua rubrica. Per quel che mi riguarda, fino ad oggi non ho nessuna novità; le società giustamente tendono a mantenere il mister con cui si inizia la stagione e si avvia un certo discorso tecnico - tattico; tra l´altro, volendo fare una battuta, sarebbero troppi 2 mister da pagare! Ovviamente, ripeto, era una battutaccia, anche se io spero vivamente di tornare in pista presto e comunque; vorrei farlo però con un progetto serio e duraturo e non le solite società "meteore".
2. So che nel frattempo hai seguito sia il campionato di C1 che quello di C2. Una tua impressione sulla qualità dei medesimi.
- Si e seguo anche la serie D; rispetto allo scorso anno la C2 mi pare molto più equilibrata, così come la C1, dove solo il Melilli mi pare si elevi nettamente rispetto alle altre compagini.
3. Quali sono le realtà dei suddetti campionati, che ti hanno sorpreso in positivo e in negativo, per i risultati ottenuti e le aspettative invece della vigilia?
- Bene cominciamo a parlare della C1: come ogni anno molte società partono con dichiarazioni roboanti ma poi, per svariate ragioni fanno flop; come detto, ad oggi solo il melilli mi ha impressionato per il gioco che sviluppa (il mister Chillemi è maestro in questo) e la qualità dell´organico. Mi hanno molto deluso, invece, Real Parco e San Cataldo che partivano con i favori del pronostico, visti gli organici allestiti. Vedo in ripresa il Viagrande , mentre si sta confermando sempre più il Battiati e da qualche settimana la Juve Scirea ha ritrovato lo smalto che sembrava inizialmente mancare (Nicola Gritto è riuscito a far quadrare i conti ); delusione totale è invece quella in me destata da Sicily Futsal e Wisser. Per la C2, come lo scorso anno si sta riconfermando la Virtus Termini, mentre non riesco a capire cosa stia succedendo sia al C.U.S. che al San Yosef: sulla carta sono infatti 2 belle squadre, ma evidentemente hanno qualche problema; il resto delle compagini ha risultati altalenanti ed esprime un gioco, più frutto di "invenzioni" dei singoli che di un gioco d´assieme. Fa eccezione la Mabbonath, che è una delle poche squadre cui ho visto applicare movimenti e giocate da calcio a 5; forse trovando un po´ più di concretezza, diventeranno la squadra da battere.
4. A proposito di detti campionati, te ne piace l´organizzazione? Se ti fosse chiesto un consiglio, quale daresti per renderli più avvincenti (Sempreché già non ti soddisfaccia appieno, ovviamente!).
- Non vedo particolari ritocchi da fare sia alla C1 sia alla C2; forse imporrei l´obbligo di allenatori qualificati anche in C2.
5. Hai seguito la serie D e lo inizio un po´ tortuoso e complesso che detto campionato ha avuto qua a Palermo?
- Come già detto su, credo che bisogna fare in modo che attraverso la serie D si affaccino nuove realtà e non società che al primo incontro danno già forfait. Questo è sintomo di una scarsa organizzazione come se in Federazione si dessero peso e importanza a detta categoria esclusivamente per introitarne le iscrizioni delle società! Io credo invece che tale campionato potrebbe essere una fucina di nuovi giocatori (magari provenienti dai settori giovanili) e di nuove società che abbiano voglia e volontà di diventare belle realtà in questo sport, crescendo gradualmente. Ci sono troppe società che nascono e bruciano le tappe salendo di categoria senza che abbiano vinto nulla, per poi sparire dopo un anno.
6. Il ricambio generazionale nella nostra disciplina è qui in Sicilia e a Palermo in particolare, lento e farraginoso: cosa faresti per migliorare i campionati giovanili e far crescere i ragazzi che li giocano, contrastando al contempo la concorrenza "agguerrita" degli Enti di Promozione Sportiva, che catalizzano l´attenzione di moltissimi giovani, con i loro tanti tornei amatoriali?
- La soluzione è semplice: come avviene nei campionati nazionali metterei l´obbligo a tutte le società di C1 e C2 di avere e curare i settori giovanili; so che hanno un costo e allora perche la Federazione allora non aiuta, magari "abbuonando" parte delle tasse d´iscrizione e offrendo altresì delle agevolazioni anche sull´iscrizione della prima squadra? Inoltre "metterei dei paletti" obbligatori, come l´affidamento dei settori giovanili a tecnici qualificati del calcio a 5, che non siano allenatori improvvisati e forniti solo di "passione"! del resto, volendo fare un´analogia, mandereste il figlio a scuola sapendo che l´insegnante non ha i requisiti e lo fa solo per passione? Anche questo è uno dei motivi per i quali tanti ragazzi vengono trascurati dalle società e finiscono per dedicarsi così tornei amatoriali.
7. Cambiamo argomento: da sempre ti lamenti del ruolo un po´ ibrido attribuito ai tecnici di calcio a 5. Rappresenta il tuo pensiero (e le tue eventuali lagnanze) su questo tema...
- Quanto tempo abbiamo? Eh eh eh. Caro Piero me ne lamento e continuerò a farlo; ho già dato alcuni segnali del mio pensiero sulle precedenti risposte, ma credo che inascoltate siano e tali resteranno se non faranno grosso clamore. Caro Piero, vedere che anche nelle categorie in cui è obbligatorio l´allenatore patentano, si trovano dei sotterfugi per eludere le norme e nessuno, pur sapendolo, fa qualcosa, è grave! Io non dico che un allenatore è bravo sol perché patentato, ma se esiste una regola perché non attenercisi?! Se si ha questa voglia di allenare, che si frequentino i corsi che la Federazione organizza e che, in buona sostanza, sono aperti a tutti o quasi, non richiedendo chissà quale curriculum. La soluzione concreta è quella di obbligare al tesseramento di allenatori qualificati anche nei settori giovanili e in C2.
8. Chiudiamo con gli arbitri: nelle ultime settimane ci son state moltissime proteste e polemiche tanto in C1 e C2, con arbitri anche di provata ed esperienza, quanto in D con una nuova generazione di giacchette nere, cui manca la giusta malizia e che nelle more che "crescano" nel frattempo, scontentano parecchi addetti ai lavori. La tua opinione su questo tema, da sempre dibattuto ad ogni livello e grado...
- Sinceramente vedo una classe arbitrale non all´altezza: creano dei malumori nelle società e talvolta, purtroppo, le situazioni degenerano in episodi di violenza e comunque da deprecare e condannare duramente! E´ anche vero che spesso dirigenti, tecnici e calciatori non aiutano i suddetti arbitri, ma ne ho visti molti che sono davvero "acerbi" e non pronti ad arbitrare a certi livelli. Una soluzione immediata potrebbe essere quella di far rientrare vecchi arbitri che hanno smesso e affiancarli ai giovani fintanto he non matureranno esperienza e capacità tali da poterli "lasciare camminare sulle loro gambe". Lo scorso anno avevamo più persone proposto ad una riunione che il settore arbitrale mandasse, gratuitamente, arbitri giovani ad arbitrare le amichevoli; io ancora aspetto. Giuseppe, ti ringrazio di cuore del tempo che mi hai dedicato e con l´augurio di rivederti presto "in pista", affettuosamente ti saluto. Ciao.
- Grazie a te di avermi voluto dare questo spazio; per il ritorno in pista non sta a me decidere, io il motore lo tengo sempre "acceso" e pronto! Ciao Piero.