1. E allora Luca, innanzitutto grazie per il tempo che in pieno agosto mi stai dedicando. Dimmi poi, da quanti anni sei nel calcio a 5 e con quale società ti vedremo nella stagione che sta per cominciare: ancora col Kamarina, altrove o resterai fermo? - RISP.: Ho iniziato praticamente nel 2000 con l´Iblea 99 Ragusa, una breve parentesi da atleta chiusa da un brutto infortunio, ho intrapreso da subito il ruolo di diesse e da li la scalata della società ragusana dalla serie D alla C1...da quel momento ho capito che potevo dare tanto come dirigente e la cosa mi piaceva tanto...se non sbaglio quest´anno proprio festeggio i dieci anni di attività!!! Nella stagione prossima continuerò l´avventura con gli amici del Kamarina...è un´ambiente passionale e sano, come piace a me...sono diventato papà da 4 mesi e per quest´anno la C2 calza a pennello con le mie esigenze personali ma questo non significa che non ho stimoli o ambizioni.
2. E proprio dell´esperienza col Kamarina, cosa mi dici? Avete raggiunto i Play Off e fallito di poco la promozione. Sembrerebbe esser stata, insomma, una stagione positiva. Dimmi un po´... - RISP.: Stagione positivissima e scommessa personale vinta con tanti addetti ai lavori che storcevano il naso quando ho deciso di portare con me a Santa Croce lo scorso anno ben 4 elementi da Ragusa che solo qualche settimana prima erano retrocessi in serie D con l´Iblea 99, un mix di talento e gente esperta che avevo avuto con me in C1...bene grazie alla fiducia della società nei miei confronti, di mister Salone che ha sposato il mio progetto i ragazzi mi hanno ripagato con una stagione magnifica e records personali di goals...quindi ritengo che l´ambiente e la mentalità organizzativa di una società sia alla base dei successi....l´anno prossimo tutti confermati e squadra rafforzata...sarà C1????
3. I rapporti col pubblico e l´Amministrazione comunale com´ erano? - RISP.: Rapporto con il pubblico fantastico...gente passionale e affezionata alla squadra e ai giocatori come a Santa Croce è difficile trovarne in giro, nelle partite importanti come quella con il Rosolini o il derby con l´Iblea 99 Rg sembrava essere nei caldi campi della Spagna con la gente a ridosso che ti dava lo sprint in piu´, infatti la disastrata Palestra Psaumide l´abbiamo scherzosamente ribattezzata "Vincente Calderon". Tiratona d´orecchie per l´Amministrazione Comunale che, come tante altre nella nostra amata Sicilia, è rimasta fredda a quello che puo´ considerarsi un patrimonio da tutelare facendoci giocare in una palestra scolastica con la gente costretta a vedere le partite in piedi e con la caldaia ballerina che a volte ci abbandonava creando disagi ad atleti locali e ospiti...non voglio parlare del Comune perché non merita questa importanza e comunque credo di non dire nulla di nuovo...no Piero?
4. Si è detto un gran bene, fra i tanti calciatori della squadra, del bomber Alessandrà. Me lo descrivi un po´ calcisticamente? - RISP.: Beh...il pivot che tutti gli allenatori vorrebbero, statura alta e imponente difficile da marcare se a questo si aggiunge un piede taglia 48 sensibilissimo...un mix di potenza atletica e tecnica, tatticamente un po´ pigro ma un ragazzo perbene ed educato...l´atleta ideale che un diesse vorrebbe portare nel proprio team ed io ho la fortuna di averlo ancora, peccato che è un classe 1989 se lo avessi trovato prima forse con altre esperienze e ad altri livelli sarebbe uscito fuori, merita la soddisfazione di essere campione d´Italia con la Rappresentativa di mister Corsino.
5. E volendo fare qualche altro nome di ragazzi tuoi e non che ti hanno impressionato, chi citeresti? - RISP.: Ho parlato già di Alessandrà e stavolta non mi freghi caro Piero, da buon direttore sportivo non parlo dei miei ragazzi perché sono stati tutti bravi e all´altezza in egual modo...posso mettere in evidenza casomai la bella favola di un atleta della New Junior Vittoria, retrocessa in D, Turi Incorvaia classe 1992, un esterno difensivo molto tosto e bravo, che si è ritrovato grazie al sottoscritto dagli stage della Rappresentativa che il prof. Patti organizza ogni anno alla finale del Torneo delle Regioni da titolare divenendo Campione d´Italia 2010, quando l´ho sentito al telefono non riusciva nemmeno a parlare, quest´anno giochera con noi al Kamarina...questo è il gusto che non ha prezzo di un dirigente che crede nei giovani e ce ne sono tanti credimi...basta girare un po´ !!!
6. Com´era la qualità del vostro girone e quali compagini si sono distinte ai tuoi occhi, per l´ organizzazione tecnico tattica, nonché per quella societaria? - RISP.: Devo dire che la C2 l´ho ritrovata, dopo circa 7 anni che non la vivevo, molto competitiva e molto piu´ organizzata sia sotto l´aspetto tecnico che societario...diciamo che la divisione territoriale a gironi ha permesso a molte società di organizzarsi bene sotto il profilo economico con spese ragionevoli creando un movimento solido e organizzato...l´inserimento dei quadrangolari playoff/playout tra C1 e C2, delle varie Coppe e della 5 posizione utile per i playoff, grazie al lavoro svolto insieme a te in Commissione Studi, ha dato altro notevole slancio al campionato, a me è piaciuto tanto e mi sono divertito tanto. La compagine che mi è piaciuta sotto l´aspetto tecnico tattico mi viene facile dire Pro Rosolini, sotto l´aspetto societario per organizzazione dell´evento partita sotto il profilo dell´accoglienza e dell´assistenza dico sicuramente Kamarina ma non lo dico perché sono di parte...precisiamo.
7. Tu hai collaborato anche in serie A col Pro Scicli: cosa ricordi di quell´esperienza sicuramente importante e formativa, ma purtroppo conclusa male con la radiazione del sodalizio sciclitano? - RISP.: Beh...l´esperienza piu´ bella della mia carriera inutile nasconderlo, quando mi hanno contattato non ho dormito per qualche notte...avevamo un roster che poteva tranquillamente lottare per lo scudetto e con mister Neri eravamo riusciti a creare un bel gruppo anche fuori dallo spogliatoio, a livello societario, fino a quando a funzionato, mi sembrava di essere entrato in un "terzo livello" dove tutte le problematiche la logistica e la comunicazione veniva gestita in modo professionale e veloce, esperienza fortemente formativa perché avere a che fare con addetti ai lavori, e ne ho conosciuti tanti e bravi, che lo facevano per professione sicuramente mi ha lasciato un bagaglio d´esperienza notevole...poi un bel giorno, eravamo ancora secondi a 2 punti dalla Luparense e reduci dal fantastico pareggio nel derby di Augusta trasmetto su Raisportsat, una telefonata da Scicli e....... lasciamo perdere!!!
8. Cosa manca al calcio a 5 siciliano per potersi bene esprimere e per poter durare negli anni anche a livello nazionale? (tranne Augusta,Regalbuto, Acireale e Peloro, infatti, non abbiamo altre compagini iscritte ai campionati nazionali). - RISP.: Il problema sta alla base e non dipende dal fatto che non c´è materia prima, cioè i giocatori, perché proprio da noi la cultura di calciare un pallone con i piedi e storica...qui il discorso si fa complicato perché secondo me, proprio dopo l´esperienza fatta a Scicli e quindi visitando le realtà del Nord e organizzando le trasferte, le società nostrane sono costrette a spendere quasi il 70% del patrimonio finanziario per le trasferte che in campo nazionale sono onerose proprio perché la Sicilia sotto questo aspetto ha un fattore handicap non indifferente di posizione geografica e di vie di comunicazioni....facile e bello per le squadre diciamo da Napoli in su fare la serie A prendendo un comodo pulmann turistico senza pernottamento in hotel, o magari solo una sera, fare massimo 4 ore di autostrada e tornare a casa in serata...a Scicli spesso si partiva il venerdi´ e si rientrava la Domenica sera. L´altro problema è che la dobbiamo smettere di piangerci addosso, uso e costume nostrano, e pretendere di gestire una società sportiva ad alto livello dipendendo solo dai soldi delle Istituzioni...oggi soldi ne circolano poco e lo sappiamo, anche le società del Nord soffrono ma ne crollano poche, la mentalità giusta per andare avanti è gestire la società come azienda, avere la propria struttura e sfruttarla per incassare, usare il proprio marchio per attirare movimento e sponsors ed attivare il merchandaising e tante altre attività annesse, il contributo delle Istituzioni deve essere solo una voce ma non la voce principale, il presidente Morgana ha dato un input importante in tal senso con il Credito Sportivo ma credo che è stato recepito da pochi, nel futsal forse ancora meno.
9. Che ne pensi degli oriundi e del loro massiccio tesseramento anche nei campionati reg.li? Ritieni siano più i pro o i contro di questa "invasione" ed eventualmente quale norma o rimedio suggeriresti per ridurre siffatto fenomeno? - RISP.: Gli oriundi ci vogliono perché sono forti e possono contribuire a far crescere il movimento anche perché molte società li usano sia come giocatori che come allenatori delle squadre giovanili o come testimonial dei loro progetti e questo va bene...bisogna secondo me, per dar spazio ai nostri atleti e per evitare che questi scappino dal nostro movimento perché "chiusi" dagli stranieri, limitarne il numero già dai campionati nazionali, e penso che qualcosa si sta muovendo anche se impedire di giocare in Italia ad un atleta che ha la cittadinanza italiana mi sembra giuridicamente non giusto, casomai bisogna colpire senza pietà chi produce le finte cittadinanze e mi pare che qualche caso clamoroso da noi sia scoppiato. I Campionati Regionali sia senior che juniores dovrebbero essere "tutelati" perché veramente gli unici rimasti dove l´atleta italiano si puo´ mettere in mostra e ha le buone chance di poter giocare con continuità...non è stato un bel vedere al Torneo delle Regioni 2010 la finale PUGLIA-SICILIA dove solo i nostri valorosi atleti cantavano l´Inno di Mameli perché la squadra avversaria era zeppa di oriundi e non cantavano perché giustamente sconoscevano...VERGOGNOSO!!!
10. Riguardo all´attività giovanile, cosa vorresti suggerire ai responsabili del Comitato Reg.le per incrementarla in modo deciso una volta per tutte? - RISP.: Prima pensiamo a non disperdere il nostro patrimonio magari inserendo una norma che vieta l´utilizzo di oriundi nei campionati regionali e provinciali giovanili, anche se la cosa come giusto dovrebbe riguardare anche gli altri Comitati Reg.li ma la cosa è difficilè perché purtroppo nel nostro sport vige la mentalità di vincere a tutti i costi e non di costruire per vincere. Stimolare le nostre società ad organizzarsi come SCUOLA CALCIO A 5 magari con qualche incentivo finanziario, agevolazioni o sconti nell´iscrizione dei vari campionati di categoria. Magari oltre le Coppe istituire dei premi annuali per le società che hanno operato bene nell´ambito giovanile....stimoli in piu´ che permetterebbero gli addetti ai lavori di lavorare sempre meglio.
11. E l´attuale organizzazione dei campionati reg.li di C1 e C2 e prov.li di D, ti piace così com´è oggi? Quali modifiche eventualmente apporteresti? - RISP.: Si parlava di C1 a 2 gironi, penso invece che il massimo Campionato Reg.le, dove devi accedere solo se hai i requisiti finanziari ed organizzativi, deve rimanere a girone unico proprio perché il piu´ importante e difficile sia come organizzazione sia come logistica, cambiarlo si rischia di sminuirne il valore e si verrebbe a creare una simil copia della C2...chi si lamenta che non riesce a sostenerne i costi si accomodi con tranquillità nel girone interprovinciale di competenza di C2 aspettando tempi migliori no?...la C2 come ho già detto va bene così. La serie D meriterebbe solo quella l´intera intervista ma mi limito a dire che è ad oggi la palla al piede del movimento...organizzata malissimo e se ben ricordo Piero in Commissione avevo presentato un dossier sulla serie D sui tanti aspetti negativi e come si potrebbe ristrutturare...le lamentele quotidiane che ho io in provincia di Ragusa su date delle partite, orari, cambi all´ultimo momento, squadre che non si presentano perché magari "fuori classifica" sono l´esempio che molto non và...BASTA a tutto questo perché chi vuole iniziare a fare futsal con entusiasmo rischia di stufarsi subito mi dispiace essere cosi diretto ma chi viene a parlare con me vive questa realtà. Avevo un´idea folle....la serie D come campionato provinciale principe under 21 con soli 3 over, una marea di giovani, società di C5 pure e non fuori classifica, facilità degli osservatori nel reperire atleti giovani e vogliosi di cimentarsi in campionati superiori....una follia vero?
12. L´ultima domanda che voglio farti, Luca, riguarda le regole del gioco vere e proprie: quale rivedresti o inseriresti per migliorare la spettacolarità delle partite di calcio a 5 ad ogni livello e categoria? - RISP.: No per me va bene cosi...io sono per le cose tradizionali diciamo come nascono devono morire, e comunque lo sai che poi troppi cambiamenti o esperimenti rischiano di far perdere l´identità della disciplina e con quella il suo fascino e l´interesse, nel calcio a 11 è già successo. Benissimo Luca, sei stato davvero esauriente. Ti ringrazio ancora e ti auguro, oltre che un buon proseguimento di vacanze, anche un buon lavoro per la prossima stagione agonistica. Un abbraccio.