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Trinità e Bambino (Mineo e Scardina): ossia, attenti a quei 2!
25-05-2010 - Interviste
Intervista "incrociata" a tecnico e presidente del S. Isidoro Bagheria.-
1. E allora ragazzi, anche se con un po´ di fatica, ce l´avete fatta: salvezza raggiunta e programmazione più serena per l´anno venturo. Mi dite qualcosa di questo vostro campionato? Soddisfatti, insoddisfatti? A voi la parola. - Mineo: Io sono soddisfatto a metà. Secondo me siamo incappati in una stagione particolarmente difficile dal punto di vista dell´integrazione tra nuovi e vecchi. Abbiamo cambiato 4/5 elementi e quindi siamo riusciti ad integrarci veramente nel girone di ritorno. Detto questo devo aggiungere che comunque siamo riusciti a giocarcela alla pari con tutti e questo è motivo di vanto. Sono comunque convinto che potevamo fare di più. Alla mia squadra mancano almeno 6-7 punti che l´avrebbero portata al settimo - ottavo posto. - Scardina: Sono d´accordo con Marco; inoltre secondo me, è pesata anche la differenza di "mentalità" fra C2 e C1. Nel senso che in C2 ti puoi permettere di sbagliare e comunque recuperare, in C1 se sbagli hai gravemente compromesso l´esito della partita.
2. Osservando il curriculum della vostra società, è evidente la crescita graduale ma costante della stessa: ergo, l´anno venturo m´immagino un S. Isidoro che si salva con ampio anticipo e possibilmente lotta per l´ingresso nei Play Off. Che mi dite? - Mineo: Io del prossimo anno non vorrei parlare. Abbiamo delle cose da vedere e aggiustare. Nella logica comunque dovrebbe essere così. - Scardina: Speriamo di fare sempre progressi e di migliorarci, anche se mi basterebbe una salvezza tranquilla. Poi saremo, come sempre, lì a lottare, sia che si tratti di salvezza che sia di play off.
3. Marco, rispetto alla formazione che ha vinto la C2, avete inserito 2 elementi di caratura tecnica eccellente, anche se un po´ "caldi" di testa (mi riferisco, ovviamente, a Riesi e Tripoli), nonché un giovane assai promettente come Dario Frusteri: come hai gestito l´inserimento dei primi 2 "geni e sregolatezza", e del 3°, più equilibrato nei comportamenti ma ancora un po´ inesperto? - Mineo: Abbiamo anche inserito un giovane Martorana che veniva dal nostro progetto di serie D, fatto con il Città di Bagheria dell´amico Sergio Causa. I primi due sono dei giocatori di categoria. Devo dire che la leggenda che li vede caldi non è del tutto veritiera. Forse Paolo Riesi un po´ di più. Ma comunque per quanto riguarda Vicè Tripoli sono soddisfatto di tutto. Credo sia il più forte giocatore che io abbia allenato insieme a Peppe Speciale. Paolo poteva dare di più. Ma parliamo di dilettanti e Paolo con il lavoro che ha è già tanto che continua a giocare. Frusteri ha delle potenzialità molto grandi. Ha avuto un po´ di problemini, ma alla fine ha fatto valere il suo talento. Di Martorana sono "strasoddisfatto": è partito in sordina ma poi ha fatto un gran campionato.
4. Ragazzi, quali son state a vostro avviso le delusioni e le sorprese del girone di C1? - Mineo: Sorpresa dico il Gela. Delusione alla fine il Wisser. - Scardina: Sorprese Gela, per tutto il campionato svolto, e Virtus Scicli, per il gran girone di ritorno. Delusione la Lidopogap che, anche per le numerose assenze e infortuni, ha disputato un campionato molto al di sotto delle mie attese.
5. Mi fate 4 nomi di ragazzi (vostri e non, poco cambia) che nel campionato anzidetto hanno più favorevolmente impressionato per la loro bravura, personalità e capacità in generale?
- Mineo: a parte tutti i miei, con Tripoli in testa io ti dico Sandro Tarantino del Wisser, Salerno della Peloro, Carlo Hamici degli Azzurri e il sempreverde Cristian Napoli. - Scardina: Torcivia vale? A parte lui confermo quelli che ha appena detto Marco.
6. Marco, come organizzi settimanalmente il lavoro della squadra e come ami disporla tatticamente in campo (tanto sul piano difensivo quanto offensivo, ovviamente)? - Mineo: Innanzi tutto lavoriamo in Staff. Oltre a me ci sono il mio secondo e preparatore dei portieri Salvo Aiello e il preparatore atletico Gaetano Lo Verso. Con loro abbiamo pianificato la stagione, prefiggendoci l´obiettivo di lavorare poco " a secco" e molto con la palla. Tra l´altro, per problemi di lavoro, ci alleniamo due volte a settimana, con sedute di un´ora e mezza cadauna. Non credo alla tattica esasperata. Comunque gioco da tre anni con l´1-2-1 e mi piace in fase difensiva essere sempre aggressivo e non passivo sul portatore di palla. Quest´anno ho attuato anche una pressione alta che ha dato buoni frutti. La fase offensiva cerco di impostarla sulla transizione. Ovvero si deve recuperare palle il più presto possibile e si deve andare in gol nel breve tempo possibile. A difesa schierata abbiamo 2, 3 movimenti senza e con la palla che ci hanno fruttato qualche gol. Ritengo comunque il nostro, uno sport di attenzione e concentrazione e soprattutto di motivazione. Quindi alla base cerchiamo di allenare questi aspetti.
7. Riccardo, quale rapporto ha la tua società con l´Amministrazione Comunale e col pubblico di Bagheria? - Scardina: "Soffriamo" la forte pressione del calcio a 11, che fagocita il 90% delle risorse messe a disposizione per le attività sportive. La situazione non cambia vista dall´ottica degli altri sport cosiddetti minori, come basket, pallavolo e pallamano. Da troppi anni chiediamo un interessamento concreto dell´Amministrazione Comunale per la fruizione del Palasport che risulta essere abbandonato. Sia Provincia (proprietario della struttura) che Comune ogni anno promettono una soluzione in tempi brevi ma ancor oggi non c´è nulla di concreto e il Palasport sembra cadere a pezzi. Intanto le promesse continuano a fioccare. Per quanto riguarda i contributi meglio stendere un velo pietoso. L´anno scorso il Comune ci ha dato un contributo che a malapena poteva gestire i costi di una trasferta a Messina. E dire che, pur avendo un assessore comunale come amico e vice presidente, la situazione non cambia. Per quanto riguarda il pubblico e i cittadini di Bagheria, fa piacere vedere molta gente a vedere le nostre partite ed essere riconosciuti per strada da persone che seguono la nostra realtà.
8. Marco, stante che sia come calciatore che in qualità di allenatore hai cominciato dal calcio a 11 per poi passare al calcio a 5, mi spieghi quelle che a tuo avviso sono le maggiori affinità e differenze fra le 2 discipline? - Mineo: In realtà ho il patentino di Allenatore di Base, calcio. Non ho mai allenato a calcio, ma la mia formazione sportiva viene da questo sport. Detto questo, le differenze sono enormi. Io mi sono adattato studiando molto, soprattutto il primo anno, e cercando di non fare paragoni. Le analogie sono che in tutte e due le discipline si devono usare bene i piedi. Le differenze sono tante. Mi piace paragonare il calcio a 5 al basket più che la calcio.
9. Ragazzi, quali sono i vostri rapporti con le altre componenti del movimento (ossia Federazione, arbitri, società consorelle)? - Mineo: Credo buone. Con gli arbitri, è un mio grosso difetto, ho sempre da ridire. Ma chiedo scusa quando posso. A me piace scambiare opinioni e, quindi, avere con i miei "colleghi" rapporti di stima credo sia giusto. - Scardina: Sia con la Federazione che con gli arbitri abbiamo ottimi rapporti. Nel senso che deve essere una comunione di intenti: noi partecipiamo per divertimento e loro, lavorando, fanno si che il nostro divertimento abbia un´organizzazione e una giustizia. Poi, tutti possono sbagliare, quindi non bisogna mai additare l´arbitro che non ha concesso una punizione, un fallo laterale o quant´altro! Con le società consorelle DEVE esserci rispetto e occorre coltivare buoni rapporti. Non ha senso litigare o crearsi inimicizie. Questa è una regola di buona educazione.
10. Per concludere, ragazzi, mi indichereste le norme regolamentari che andreste a modificare per migliorare la spettacolarità del calcio a 5 (sempreché non vi stia già tutto bene così per com´è, ovvio!)? - Mineo: Non mi piace che ci sia poca attenzione. Dovremmo vederci di più, allenatori giocatori e arbitri. Dovremmo diventare davvero una disciplina diversa. E poi tante regole secondo me vanno cambiate. - Scardina: A mio avviso, se il calcio a 5 vuole continuare a progredire deve iniziare a "camminare" con le proprie gambe e a staccarsi dal calcio a 11; ancor oggi, infatti, si pensa che chi gioca in questa disciplina è perché a calcio a 11 era un fallito e dunque ha ripiegato sulla stessa.
Perfetto ragazzi, siete stati cortesi ed esaustivi! Vi ringrazio di cuore e vi auguro ogni fortuna. Un affettuoso abbraccio.
- Grazie a te per l´opportunità di esprimerci, che hai voluto offrirci con questa intervista, caro Piero. Ciao.