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Un carinese "dŽadozione" si racconta: Fabio Natoli.-

05-08-2010 - Interviste
Intervista a Fabio Natoli, allenatore del Mistral Meeting Carini.-


1. Ciao Fabio, come va? Ci conosciamo ormai da circa 16 anni, ossia da quando iniziasti a giocare a calcio a 5 nel Corpo Forestale del compianto rag. Leto e vorrei dunque sapere quali persone, aneddoti, episodi, ricordi di quella tua esperienza "primordiale" nel pentacalcio?
R. Ciao Piero, intanto ti ringrazio per questa lusinghiera intervista e poi, ahimè, mi ricordi che sono passati 16 anni! (Non me ne ero neanche reso conto, ma probabilmente sono volati perché passati piacevolmente). Ricordo con immenso affetto il rag. Leto, uomo d´altri tempi e dalla passione sfrenata, e ricordo altresì le ns sfide. Del resto perché il tuo Club 83 era quasi sempre la squadra da battere e rammento che qualche volta ci è anche riuscito di farlo, con immensa soddisfazione per uno come me che non vuole perdere neanche con suo fratello (ma penso che questa cosa ci accomuni!). Come non ricordare, infine, Claudio Sprio e la sua M.D.M.; un Claudio che ritrovo ogni anno perfettamente uguale a come l´ho conosciuto con i suoi enormi difetti ma anche con i suoi tanti pregi, primo fra tutti quello di riuscire a infondere una carica particolare ai suoi calciatori.
2. Seguendo le orme lasciate dal tuo allenatore Pippo Caruso, dopo qualche anno hai assunto la guida tecnica del Mistral Meeting Carini, del presidentissimo Maresciallo Ruffino. Quali differenze e difficoltà hai riscontrato, in particolare, nel passaggio dal ruolo di calciatore a quello di allenatore?
R. Il mio rammarico forse è stato il passaggio troppo prematuro; ho provato a fare entrambe le cose, ma per quanto mi riguarda la cosa non è fattibile: non puoi pensare a te stesso e contestualmente a quello che fanno i tuoi compagni. Rischi di fare male entrambe le cose! Non ti nego però che questa esperienza di allenatore mi affascina e mi ha anche dato piccole e grandi soddisfazioni, forse superiori a quelle avute da giocatore.
3. Quello col suddetto maresciallo è proprio un rapporto indissolubile: raccontaci in breve i pregi dello stesso e, perché no, anche un suo difetto!
R. Sembrava indissolubile ma forse sportivamente rischia di interrompersi proprio quest´anno! In cuor mio spero proprio di no ma a lui sembra essere venuta meno la passione, complici anche i continui, ulteriori sforzi che anno per anno vengono richiesti dalla Federazione. Pregi? Per me ne ha tanti, anche se tutti dicono che ci posso "combattere" solo io! E´ una persona genuina e forse in lui vedo il padre che non ho potuto vivere e lui il figlio maschio che non ha avuto; tra noi si è così creato un feeling sin dal primo giorno della ns conoscenza. Difetti? Probabilmente sono molti più dei pregi: sembra scorbutico a volte maleducato (anche se con me non lo è mai stato), ma è una persona vera, senza peli sulla lingua e che dice le cose in faccia.
4. Passiamo ora ad argomenti più tecnici, Fabio: attribuisci, ai nostri livelli, più importanza all´aspetto tecnico - tattico, a quello atletico, ovvero a quello caratteriale e psicologico dell´allenatore?
R: Piero, per quanto mi riguarda attribuisco enorme valore all´aspetto caratteriale e psicologico (in percentuale ti dico 70% e 30%) ma dipende assai pure dai ragazzi che alleni. Ti faccio un esempio sia Pippo Caruso che Enrico Lo Sicco, che io ritengo molto più preparati di me ma che non stanno attenti al carattere di ciascun giocatore, hanno lavorato con gli stessi ragazzi ma con risultati meno positivi.
5. Quante volte vi allenate settimanalmente? Preferisci lavorare più con esercitazioni, ovvero, "in situazione" o con giochi a tema?
R. Noi ci alleniamo due volte a settimana, anche se mi piacerebbe fare pure una terza seduta (quando però operi a livello amatoriale dilettantistico, con gente che lavora tutto il giorno, non puoi pretendere tanto) Prediligo esclusivamente esercitazioni con la palla, ma questo probabilmente deriva dal fatto che mal digerivo, da calciatore, gli allenamenti prettamente atletici (anche se, comunque, ogni 20 giorni faccio dei richiami atletici indispensabili per affrontare positivamente tutta la stagione).
6. Come imposti tatticamente la tua squadra, sia nella fase di possesso che in quella di non possesso palla?
R. Sia in fase di possesso che non, imposto la mia squadra a rombo e pretendo continui tagli con o senza palla utili a scardinare le difese. Quest´anno, se mi sarà possibile, cercherò di difendere a zona (o quantomeno ci proverò), ma avendo in organico un pivot di grande esperienza ed efficacia proveniente dal calcio a 11, e quindi non abituato a seguire l´uomo, non sarà semplice.
7. Sei rimasto soddisfatto del rendimento offerto dalla tua squadra nel campionato 2009/10, da pochi mesi concluso? E tra i tuoi atleti, chi ti ha maggiormente soddisfatto e chi, al contrario, ti ha un po´ deluso?
R: Sono rimasto molto soddisfatto dal lavoro e dai risultati raggiunti nella stagione recentemente conclusa ed anzi, purtroppo, per colpe anche mie, abbiamo perso 3 partite a tavolino e conseguentemente non abbiamo centrato per un soffio i play off. Chi mi ha impressionato favorevolmente, confermandosi rispetto al recente passato, sia per continuità di rendimento, nonché per carattere e capacità di infondere carica anche ai compagni, è stato Luca Piscitelli, da me premiato con la fascia di capitano, alla quale io tenevo particolarmente. Mi è piaciuto molto, altresì, il mio portiere Giuseppe Anile, che pur con una gamba fuori uso ormai da anni fa sempre la differenza. Deluso invece non lo son stato da nessuno, ma aspetto ancora l´esplosione definitiva di Giambanco Giuseppe Giambanco, tecnicamente un fenomeno, caratterialmente un po´ meno.
7. Tra le squadre e gli atleti avversari, invece, quale e chi ti ha in special modo impressionato?
R. Una sola squadra mi ha impressionato: la Juventus Club Scirea. Ed ero sicuro infatti che andasse avanti, nonostante l´inizio ad handicap.
8. Che giudizio dai della classe arbitrale?
R. No comment.
11. Ci sono delle regole che rivedresti per rendere più avvincenti le partite di calcio a 5?
R. Mi sembra un po´ assurdo pretendere due atleti del 90; uno mi sembra più che sufficiente, ma forse sono un po´ prevenuto visto ciò che è successo l´anno scorso!
12. Due domande ancora e concludiamo, Fabio: quali sono i programmi e le ambizioni del Mistral Carini 2010/11?
R: Piero non faccio mai programmi o previsioni per abitudine, ma sono consapevole di avere un grande, affiatato gruppo, al quale manca però ancora un po´ di esperienza (e qualle la maturi sul campo, non la puoi certo acquistare!).
13. Ricordi 2 episodi salienti (uno positivo ed uno negativo) della tua carriera di tecnico?
R. Sì, perfettamente, e si riferiscono alla stessa stagione 2006/07: episodio positivo il raggiungimento della finale play off; negativo, purtroppo, la sconfitta in quella medesima finale, persa con il Borgo Molara che, durante la regolar season, avevamo invece agevolmente battuto.

Benissimo Fabio, ti ringrazio davvero per la disponibilità offertami e con l´auspicio di un futuro sportivo sempre più ricco di soddisfazioni, affettuosamente ti saluto (e mi raccomando, un abbraccio sincero anche per il "mitico" maresciallo Ruffino!).

Piero grazie a te davvero per la considerazione che hai di me e che, ti garantisco, è assolutamente ricambiata!


Piero Badame


Fonte: misterb

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