1. E allora caro Presidente, nel bandire i formalismi, mi permetto innanzitutto di darti del tu, come correntemente e fuori dai canali "ufficiali" facciamo. Quindi inizio col chiederti di ricordarci brevemente i tuoi trascorsi da tecnico di calcio ed i momenti allora più significativi.
R.:- Elencarli tutti potrebbe risultare lungo e, sotto certi aspetti, noioso; basti pensare che ho trascorso nel Calcio, tra impegni agonistici e collaborazioni a vario titolo, almeno 45 anni della mia vita sportiva durante i quali, inoltre, ho esercitato la professione di Insegnante di Educazione Fisica.
2. Come e quando sei passato dal suddetto ruolo a quello più burocratico di Delegato Reg.le per il calcio a 5.
R.:- Come detto sopra, la mia collaborazione con la F.I.G.C. Nazionale e Regionale non si è espressa solo nell´ambito tecnico ma anche in quello dirigenziale dove, in diversi anni, ho ricoperto quasi tutte le cariche tra cui dal 1995 quella di "delegato" al Calcio a 5 ma mai, e forse è una pecca, quella di Arbitro.
3. Quali sono le differenze fra i 2 ruoli anzidetti e quelle più propriamente tecniche fra calcio a 5 e calcio a 11?
R.:- Non trovo differenze sostanziali tra il Calcio a 11 e quello a 5, tranne per la filosofia del gioco e, talvolta, per il ritmo dello stesso.
4. Un passaggio significativo di consegne che hai vissuto in prima persona, è stato quello fra il compianto geom. Provenzano ("Il Presidente" per antonomasia!) ed il giovane, dinamico ed entusiasta Morgana. Quali differenze riscontri fra le 2 suddette gestioni, tanto del Comitato tutto quanto del calcio a 5 reg.le in particolare, e quali aspettative "di crescita" possiamo oggi nutrire noi calcettisti siciliani?
R.:- Ripeto che nella mia lunga milizia Federale ho avuto la possibilità di collaborare anche con il "presidentissimo", per antonomasia, Orazio Siino, fondatore di questa organizzazione regionale e, seguentemente, con coloro che si sono succeduti. Con Provenzano il legame poteva risultare più forte in quanto, fin dai tempi di Siino, avevo avuto modo di collaborarlo sia nel CSI che nel S.G e S. e nei vari ambiti federali, anche come tecnico; all´attuale presidente Morgana mi lega un rapporto di stima, fiducia ed amicizia, ma anche quello di condivisione del progetto che, nel rispetto delle regole, tende a migliorare il presente e vuole proiettare la nostra Isola verso un futuro sportivo ricco di soddisfazioni.
5.Qualche anno fà hai insediato una Commissione di Studio, dapprima coordinata da Rosario Vadalà ed oggi (bontà tua e del Presidente Morgana!) dal sottoscritto. Nell´esserti io grato per siffatta manifestazione di stima e fiducia, ti chiedo cosa ti aspetti da questo team di persone e quali problematiche, più in particolare, vorresti ti aiutassero le medesime a risolvere (anche solamente in parte).
R.:- La nostra organizzazione, meglio adesso identificata come divisione regionale calcio a cinque, ha sempre precorso i tempi e si è sempre avvalsa della collaborazione di Gente che come noi ama il proprio lavoro e come noi cerca di migliorarlo. Non poteva esserci migliore occasione che creare una Commissione di Studio che studiasse le problematiche del Calcio a Cinque e formulasse "proposte" costruttive. Il tema che vorrei fosse maggiormente sentito riguarda il rapporto dirigenti/squadra e, nel suo insieme, il miglioramento dell´organizzazione societaria.
6. In passato ti sei spesso lagnato della differenza ancora profonda fra le poche "società" esistenti nel panorama del calcio a 5 reg.le e le tante "squadre" dello stesso. Hai insomma lamentato una ancora scarsa professionalità delle dirigenze del nostro pentacalcio. Ce ne spieghi più nel dettaglio le criticità che tu riscontri e ci indichi, contestualmente, qualche suggerimento per superarle.
R.:- Se dovessi parlare in termini di sondaggio o di esperienza personale troverei difficoltà nell´analizzare il problema, anche perché le "apparenze" possono nascondere poliedriche criticità che spesso portano a far ricadere sugli altri le pecche delle proprie disorganizzazioni mentre, invece, bisognerebbe assumersi le proprie responsabilità, crescere e far crescere, pretendere il rispetto delle regole e, se si è sbagliato, avere il coraggio di tornare sui propri passi e, se necessario, chiedere scusa.
7. Campionati di serie C troppo "compressi" e abbassamento progressivo dei limiti di età per gli Under da iscrivere in distinta nei suddetti campionati, sono 2 delle tematiche di cui più spesso "fuoricampo" le società discutono e si lamentano (un po´ per uno, caro Silvio, ci sarebbe scherzosamente da dire!). Cosa rispondi su tali problematiche, che certamente affronteremo anche in Commissione di Studio e in Consulta Reg.le?
R.:- Abbiamo sempre voluto campionati che non si concludessero dopo la cosìddetta "stagione regolare" ed i Campionati di calcio a 5 della Sicilia sono stati sempre, non solo avvincenti, ma anche all´avanguardia in campo nazionale, grazie alle loro formule innovative; in realtà essi non risultano compressi ma razionalmente diluiti nel tempo, laddove per tempo intendiamo il periodo che va dall´inizio della stagione sportiva a quello delle date convenute in ambito nazionale ed entro le quali bisogna interfacciarsi con le altre regioni. I nostri Campionati non hanno soluzione di continuità e vanno da settembre a maggio. Per quanto attiene gli "under", a prescindere che 2 su 12 elementi non ritengo possano inficiare l´assetto tecnico e non possano creare disfunzioni di alcun tipo, vorrei ricordare che il futuro di un progetto non riguarda l´oggi ma quanto questo è capace di prevedere. I due under, che nel prossimo futuro coincideranno con la fascia "juniores", ci auguriamo che per la "disciplina" del Calcio a Cinque possano rappresentare il punto di partenza e non quello di arrivo.
8. Oltre che di queste tematiche più "tecniche" per così dire, sento lamentare le società, un po´, del fatto che non ti si veda mai sui campi, tranne che per le finale e relative premiazioni. Qual´è la ragione di siffatta, forse eccessiva, tua "discrezione"? Hai mai pensato di farti coinvolgere un po´ di più, anche apprezzando così pure i momenti più tecnici del confronto agonistico, tu che, come detto, vieni "dal campo", "dallo spogliatoio", dall´agonismo allo stato puro, insomma?
R.:- Anche i miei familiari lamentavano, nei fine settimana, la difficoltà di non trovarmi con loro, ma questo non significava che non li volessi. Adesso seguo giornalmente tutti i Campionati e 8/10 ore al giorno di permanenza in Comitato, sono un dato inconfutabile oltre che indispensabile. Inoltre seguire alcune squadre anziché tutte mi porterebbe a fare torto a qualcuna e fare "passerella", solo per essere riscontrato, non mi è mai piaciuto; amo godere dei momenti di sport con riservatezza. L´importante, alla fine, è rispettare e ricevere rispetto rimanendo lontano da ogni forma di compromesso.
9. Che ne pensi della qualità dei tecnici e degli arbitri del calcio a 5 reg.le? E del rapporto fra società e giacchette nere?
R.:- La qualità dei Tecnici mi sembra piuttosto buona e questa affermazione mi deriva dai titoli sportivi che la nostra regione ha conquistato nell´arco di un ventennio di questa attività; certamente tutto è perfettibile ed in particolare nel Settore Femminile, che negli ultimi anni ha manifestato qualche cedimento, può farsi di più.
Relativamente al mondo arbitrale, non mi ci voglio addentrare più di tanto, conoscendolo, come quasi tutti coloro che vivono lo sport, solo dall´esterno. Sicuramente è un´attività difficile, spesso si giudica gli altri e non si permette di essere giudicati, ma se tutti applicassimo e seguissimo il regolamento senza interpretazioni personali, il risultato finale sarebbe l´unico responso dell´evento sportivo che talvolta, con l´uso distorto dei mezzi di comunicazione, diventa sleale ed assume il carattere diffamatorio di questa o di quella prestazione sportiva.
10. Sciorinare numeri è sempre un po´ stucchevole ma talvolta è anche necessario: dacci, allora, quelli reali e attuali del calcio a 5 maschile, femminile e giovanile, nonché quelli che a fine mandato ti piacerebbe poter raccontare in un´altra intervista a me o a chicchessia.
R.:- Il S.G è in rapida crescita ma paradossalmente, per le enormi potenzialità che offre, è piuttosto macchinoso e stenta così a decollare, in particolare in alcune province. Comunque, siamo tra i primi in Italia quanto ad Allievi a Scuole Calcio, ma ciò nonostante restiamo ancora ben lontani dai numeri del Calcio a 11. Dai dati ufficiali del 2008-2009 abbiamo (quest´anno dovrebbero essere aumentati) i seguenti numeri: 309 squadre Regionali nelle varie categorie, 199 squadre allievi e giovanissimi e circa 500 squadre tra Esordienti, Pulcini e Scuole Calcio.
Trattasi chiaramente di numeri di Società/Squadre e tesserati, spesso non riscontrabili in atre Federazione Sportive operanti sull´intero territorio nazionale.
11. Abbiamo iniziato col ricordare il tuo passato da allenatore di calcio. Chiudiamo questa intervista raccontando tu un paio di episodi e accadimenti, vissuti come Delegato del calcio a 5, che particolarmente ti sono rimasti impressi, nonché citando le persone che in questa avventura, più di chiunque altro, ti hanno via via supportato e appoggiato.
R.:- Il supporto delle persone care, ed i miei "collaboratori" lo sono di certo, è fondamentale; vorrei ricordare la grande amicizia di Giovanni Patti, depositario del "verbo" del Calcio a Cinque, dell´opera preziosa ed insostituibile del "segretario" Paolo Mendola, archivio del Calcio a Cinque, dei due Tecnici, Massimo Neglia e Nino Corsino, Campioni Italiani e vincitori di vari titoli in ambito regionale, dello staff medico composto dai dottori Di Filippo e Savoiardo, professionisti seri e coscienziosi coadiuvati dai fisioterapisti, Grotte e Rizzo, sempre pronti a risolvere i problemi sanitari degli atleti delle nostre Rappresentative. Una grande famiglia insomma, dove, nel rispetto dei ruoli, ciascuno è impegnato ad aiutare l´altro e la conclusione del proprio impegno, molto spesso, converge o si collega con quello di chi gli sta accanto.
Un aneddoto:
1996 - Finale Nazionale Torneo delle Regioni: La Sicilia batte la Campania e il capitano Bertoni alla fine dell´incontro, dopo le inenarrabili manifestazioni di gioia, mi si avvicina e mi domanda con molto rispetto e quasi bisbigliando:- possiamo tenere le magliette (celesti!)?-
Con un pizzico di emozione ma con tanta riconoscenza rispondo:- non è neanche il caso di domandarlo, sono vostre, sono intrise dei vostri sacrifici e del vostro valore.-
Dimenticavo: le magliette con cui giocavamo erano state prestate dal Calcio a 11 e, probabilmente, avremmo dovuto pure ritornarle...
...e invece avete proprio fatto bene a tenerle, caro Silvio! Concordo con quella scelta! Ora ti ringrazio per la disponibilità prestatami e ti auguro un buon proseguimento di lavoro per te e per tutti noi siciliani, appassionati e "malati" di questa giovane disciplina. Ciao carissimo!
R.:- Grazie a te, Piero: è stato un piacere.
Piero Badame
Fonte: misterb