06 Settembre 2010
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Spostiamoci a Trapani e intervistiamo...

08-03-2010 - Varie
... Natale Salvo, allenatore del Riviera Marmi ed ex selezionatore della Rappresentativa prov.le U.21 di Trapani.


1. Ciao Natale, nel ringraziarti per il tempo che mi stai dedicando, ti chiedo subito un tuo breve curriculum da calciatore (se mai lo sei stato) e da allenatore di calcio
- Caro Piero ti rispondo senza difficoltà che in pratica non ho mai giocato a calcio. Il mio primo allenatore (nella Giudecca) , a 12-13 anni, nei «giovanissimi», non ritenne che nonostante l´impegno, la presenza agli allenamenti meritassi di giocare. Mi indusse indirettamente ad «appendere» le scarpe al chiodo prematuramente e scegliere, a 16 anni, la carriera di arbitro dove sono arrivato ai massimi livelli regionali. Dimessomi dopo dieci anni ho fondato, nel 1990, la Fiammaolympia Trapani che dopo aver militato per sei anni nei campionati di settore giovanile approdò, una delle prime in provincia di Trapani, al calcio a 5 e ne disputò altri sei in questa bella attività prima di chiudere per «rabbia» contro la Federazione. Dopo altre due piccole esperienze sono andato in «letargo» per risvegliarmi lo scorso anno (ho allenato la seconda squadra della Giudecca) e fare il nuovo salto in C quest´anno colla Riviera. Come giocatore, quindi, solo tre stagioni nella D di calcio a 5 a 37 anni, da ultimo, con quattro reti realizzate.

2. E´ dunque da parecchio che "navighi in questo mare": mi ricordi qualche episodio o aneddoto particolare, rimasto impresso, nel bene o nel male, nella tua memoria?
- Nel male l´ultima gara con la Fiammaolympia. Perdendo al 4 minuto di recupero su un tiro libero inesistente causato da un antisportivo «tuffo» del giocatore della Mazarese uscimmo dal playoff che che ci riportava in C (2-1 per noi in casa e 4-3 per la Mazarese al ritorno) per peggiore classifica nella prima fase. Nel bene, ricordo il mio gol su azione a Melchiorre Miceli, in D, ieri ottimo portiere del San Vito Lo Capo ed oggi allenatore della stessa formazione.

3. E dell´esperienza con la Rappresentativa prov.le di Trapani, cosa rammenti e cosa ti è rimasto?
- Rammento i chilometri macinati per visionare direttamente tutti i giocatori della provincia (senza suggerimenti telefonici dei colleghi), il tentativo di dare un gioco ai prescelti, l´opportunità offerta a ben 5 giocatori «pescati» dagli allievi dato che in D i giovani erano veramente pochi e dalla C le società non volevano «mollare» giocatori. Mi è rimasta, penso, la riconoscenza per l´esperienza da parte dei selezionati.

4. Parliamo del passato prossimo e del presente: qualche mese fà sei stato contattato dall dirigenza del Riviera Marmi e...
- La Riviera era ultima con soli 3 punti, all´ottava giornata, già ampiamente staccata ed onestamente con scarse speranze di recuperare. Ma non potevo dire di no alla possibilità di ritornare nel «palcoscenico» della C, non potevo dire no a confrontarmi coi progressi svolti in questa categoria dalle squadre palerminate e così arricchire il mio bagaglio. Poi ho trovato tanti ragazzi ben disposti con me ... e quindi mi ci sono buttato. Non sono pentito anche se i risultati non sono arrivati vuoi per sfortuna vuoi per scarsa esperienza dei ragazzi vuoi per una classe arbitrale insufficiente nella media.

5. Quali pensi siano le squadre che vinceranno sia il nostro girone A maschile di C2, che il girone femminile in cui milita la tua ex squadra del Riviera?
- Beh a parte la corazzata Trinakria, mi ha impressionato lo Scirea. Onestamente anche il Gazzara Terrasini che poi, invece, nei play-off pare che non vada. Tutte le altre squadre sono apparse al livello della nostra ... poi magari i risultati dicono che non è così, ma sul campo non abbiamo visto differenze. Per quanto riguarda il femminile, ovvio che il campionato che la formazione piu forte è la Trinakria. Ho visto un bel Mistral all´andata ma ora pare rientrato nei ranghi per alcune defezioni, il Castellammare benchè rafforzato con tre palermitane non mi ha impressionato. Idem per le altre squadre. Un campionato molto equilibrato deciso solo da episodi e grinta. Il livello di gioco è assolutamente inferiore al maschile e a parte il P5 di Riolo (allenatore poi «saltato») nessuna squadra ha mostrato qualcosa interessante dal punto di vista tattico.

6. Quali differenze sostanziali trovi fra la gestione di un team maschile e quella di un gruppo di donne?
- Beh la mia esperienza è limitata alla Riviera. Le ragazze in questa società fanno il bello ed il cattivo tempo in onta alla Società. La Società, infatti, impegnata in Eccellenza di calcio a 11, non dedica alcun interesse al calcio a 5. In queste condizioni non si lavora bene. Le ragazze formano dei «clan» che decidono loro o vogliono decidere loro. Strano che tre squadre (Riviera, Stig, P5) abbiamo finito in «autogestione» no? Se i risultati non arrivano il «clan» decide di «sballarre» l´allenatore anche giocando male apposta. Si è grave quel che dico ma alla Riviera Donne è successo pure questo. Per questo sono andato via. Gli uomini sono piu disciplinati ma meno malleabili alle indicazioni tattiche se contrastano colla propria esperienza di calcio a 11.

7. Qual´è il tuo "credo" tattico, Natale, e come organizzi, in genere gli allenamenti delle tue squadre?
Credo nel «rombo» stretto e basso. Nel gioco veloce a due tocchi. Il mio allenamento si è basato quindi, con i mezzi limitati a disposizione, nello spiegare il rombo in squadre abituate da anni a giocare 2-2, al pressing sconsiderato a tutto campo, ai «falli» da calcio anzichè al pressing in scivolamento. Per il gioco stretto e veloce ho dato spazio alla partitella a mezzo campo a quattro porte. Ma è stato un anno quasi un muro contro muro, tra le loro vecchie abitudini e quello che volevo far capire. Non sono riuscito a trasmettere tutto. Questo è il rimpianto, assieme al fatto che il mio sostituto (che poi è un ritorno) nel Femminile ha buttato a mare il mio lavoro (addio programmazione) ed è ritornato al 2-2.

8. Mi parli un po´ dello stato del calcio a 5 trapanese e di quelle che, a tuo avviso, sono le realtà là emergenti, sia in termini di calciatori che di società?
- Il calcio a 5 in provincia di Trapani, salvo qualche realtà (San Vito Lo Capo, Castelvetrano) è all´anno zero ancora, purtroppo. Sport figlio di un dio minore. Per i «vecchi» falliti e per i «giovani» incapaci. I «bravi» restano nel calcio a 11 a sperare di quadagnare qualche decina di euro la domenica in seconda o in prima. Le società e la programmazione non esiste. Si tratta di «società» a gestione familiare con le ovvie conseguenze. La competenza è respinta poichè il gioco è «figlio» dei tornei estivi alla buona! La Federazione crede poco in questo sport atteso che non si vedono dirigenti federali a seguire le partite, tanto meno di rappresentativa. Mi sembra che ho detto tutto.

9. Ultima domanda, Natale: cosa pensi della classe arbitrale attuale e quali modifiche apporteresti, anche in termini regolamentari, per avere direzioni di gara più soddisfacenti per le squadre e per i direttori di gara stessi?
- La classe arbitrale è migliorata negli anni. La cosa che apprezzo oggi nella maggior parte degli arbitri è l´educazione, la signorilità, la gentilezza. In passato non era così. Non apprezzo che c´è gente che si inventa i regolamenti, che ha paura, che non ha uniformità. Penso che la cosa potrebbe migliorare con tre accorgimenti: incontri «veri» tra società giocatori ed arbitri dove i giocatori e le società «spieghino» agli arbitri i loro problemi e le deficenze delle direzioni; ritorno al doppio arbitro, anche riducendo il «gettone»; presenza degli arbitri alle gare dei colleghi, studio dei video delle gare. Una maggiore presenza di C.S. qualificati alle gare.

Ok Natale, sei stato davvero esauriente! Ti ringrazio ancora per la disponibilità e nell´augurarti le migliori fortune sportive e personali, affettuosamente ti saluto.
- Ma figurati, Piero: è stato un piacere.


Piero Badame

Fonte: misterb

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